venerdì 4 giugno 2010

Da "La Provincia" del 3 giugno 2010

Tre palazzine al posto della Vigna, è protesta
Contestata la destinazione. Il sindaco: «Impatto ambientale minimo, ci sarà anche un parco»
La Vigna di Lezza a Ponte Lambro


Ponte Lambro "Giù le mani dalla Vigna" si chiama così la campagna che viaggia a colpi di petizioni e gruppi Facebook per salvaguardare il terreno nel centro del paese convertito dal Pgt in zona residenziale.
I cittadini e i rappresentanti della lista civica che hanno aderito all'iniziativa chiedono che sul prato non vengano edificati quei 16.920 metri cubi di volumetrie consentiti dallo strumento urbanistico che dovrebbe essere adottato a luglio.
La Vigna, un prato così denominato in via Dante, già ad uso agricolo, copre l'area verde della frazione di Lezza. Fino ad ora era stato considerato un'area standard, destinata cioè ad interventi di interesse pubblico. Il nuovo Pgt lo annette fra gli ambiti di trasformazione concedendo l'edificazione di volumetrie consistenti. Fatti i conti vi dovrebbero sorgere quattro palazzine a tre piani, (dell'altezza di 9,5 metri), per la capienza di 60 appartamenti. «Una decisione insensata - spiega Ettore Pelucchi, del gruppo Insieme per Ponte, con Maria Teresa Agati e il comitato cittadino che su facebook ha raggiunto circa 220 iscritti - La Vigna è l'ultima importante area verde rimasta a Lezza, che è il nucleo più antico del paese. Costruirci palazzine per 60 appartamenti consumerebbe definitivamente una porzione di territorio di valore ambientale, invece di mantenerlo intatto per destinarlo ad usi pubblici. Il comune di Ponte Lambro, che è già uno dei più densamente popolati dell'Erbese, non ha bisogno di nuovi insediamenti che ne aumenterebbero la congestione».
Secondo gli oppositori del progetto l'amministrazione non sa guardare ad investimenti di valore qualitativo che vadano oltre il breve o medio termine.
«Non si è saputo comprendere che il territorio è una risorsa limitata - ha aggiunto Pelucchi - Alla luce del fatto che il Pgt prevede comunque uno sviluppo residenziale fin troppo consistente in paese, chiediamo all'amministrazione di mantenere La Vigna come area standard e destinarla completamente alla fruizione di tutti i cittadini».
Di uso pubblico riferendosi Alla Vigna, parla anche il sindaco Andrea Cattaneo, ma ridefinisce quali sono secondo l'idea dell'amministrazione i paletti che delineano edificabilità ed utilizzo pubblico sulla questione.
«Con l'operazione messa in atto attraverso il Pgt - ha risposto Cattaneo - si va piuttosto a vincolare verso alcuni obiettivi qualitativi l'area, invece, di lasciarla aperta ad altre possibilità che potrebbero essere ben peggiori in termini edificatori. Essendo di proprietà privata e non credendo in una politica dell'esproprio abbiamo concesso al privato in termini edilizi quello che ci è sembrato un giusto corrispettivo per il valore del suo bene e abbiamo vincolato il resto del prato ad uso pubblico. Le palazzine manterranno le volumetrie delle costruzioni esistenti e sorgeranno solo sul lato dove già è presente il nucleo abitato. Si tratta di un impatto ambientale minimo e perfettamente integrabile rispetto al contesto. Tutto il resto dell'area diventerà un parco pubblico. Prima non ci poteva entrare nessuno, adesso sarà di tutti».
Il sindaco smentisce anche la critica sulla capacità del territorio di rispondere alle esigenze delle nuove e, presumibilmente, numerose persone che arriveranno a Lezza.
«La frazione è già dotata di tutti i servizi per fornire tutto ciò che serve alle famiglie. Chi è contrario al progetto non dice che con gli oneri di edificazione il comune intende riqualificare tutta la viabilità di quella zona e creare così un indotto positivo anche per i negozi e i locali. La protesta è un puro pretesto polemico: il Pgt - conclude Cattaneo - è stato più volte presentato nelle numerose assemblee pubbliche e nessuno ha mai sollevato la questione».
Veronica Fallini

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